sabato 24 ottobre 2015

La Maledizione di Runic: un romanzo ambientato in Ciociaria


Una serie di inspiegabili casi di follia omicida sconvolge la vita di un piccolo paese ciociaro. In uno scenario tetro e pieno di colpi di scena, il professor Dimitri e il suo assistente dovranno far luce su un mistero che affonda le radici in un passato di oltre 25 secoli. Alcuni indizi, una leggenda e un'antica maledizione: ad opporsi ad essa c'è una lotta corale di persone, unite in una sfida forsennata contro una forza diabolica oscura e distruttiva.

Il libro è reperibile in tutte le librerie on-line, sia in formato cartaceo che in eBook

Può essere ordinato, inoltre, in tutte le librerie d'Italia.

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Stavo per scrivere in questa pagina una breve presentazione del mio romanzo La Maledizione di Runic. 
Ho pensato, poi, di riportare semplicemente la Nota dell'Autore che conclude il libro: in essa si parla dei motivi che mi hanno portato a scrivere una storia di quasi 300 pagine, del processo di scrittura (durato alcuni mesi), e di quanto siano state importanti le persone che ci hanno creduto, i cui apprezzamenti ed inviti a continuare hanno impedito che la fiammella della motivazione a scrivere si spegnesse.

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Questa storia è nata per caso. Mi trovavo in classe, di fronte agli alunni della “mia” terza, che avrei lasciato di lì a qualche mese al termine degli esami conclusivi della scuola secondaria di I grado. Avevo assegnato l’ennesimo testo scritto, che stavamo strutturando insieme e che avrebbero dovuto sviluppare autonomamente a casa per il giorno successivo.

Uno di loro, simpaticamente ma con un tono un po’ polemico, mi disse: “Prof., perché un tema non lo scrive anche lei? Così capisce che cosa si prova quando ti parte un intero pomeriggio solo perché non ti viene nemmeno un’idea”.

Per quella schiettezza, e per quell’ingenuità, scoppiai in una lunga risata. Gli risposi che da studente ne avevo scritti moltissimi di temi, quindi avevo già fatto la mia parte. Avevo già “dato” e spesso anche io avevo perso i pomeriggi in cerca di qualche idea da scrivere.

L’osservazione di quell’alunno, però, mi diede un’idea: pensai che sarebbe stato carino se avessi scritto un racconto per loro, magari con un bel messaggio che fosse anche un augurio per la loro carriera scolastica e per la loro vita futura.

Sarebbe stato un piccolo regalo, carico di affetto, a suggello dei tre anni trascorsi insieme. Quest’ultimo proposito, purtroppo, è naufragato nei mesi successivi, soprattutto per ragioni di tempo.

Infatti, iniziai a scrivere: un’idea ne tirò fuori un’altra e poi ancora un’altra. Da un semplice racconto veniva fuori una storia più articolata. Avevo bisogno di più personaggi e di fare qualche ricerca. Ho iniziato ad approfondire alcuni argomenti su libri di storia locale, altri consultando fonti archeologiche che mi hanno aperto un mondo. Insomma, la storia e i personaggi che stavo creando mi avevano preso per mano e, da un certo punto in poi, erano loro che conducevano me.

Pagina dopo pagina ne è venuto fuori un piccolo romanzo, senza alcuna velleità letteraria.

Per questo ringrazio i miei alunni, ormai ex alunni, sparpagliati già da un anno nelle scuole superiori della provincia di Frosinone: lo stimolo per questo romanzo viene soprattutto da loro.

Ringrazio anche gli amici che mi hanno incoraggiato a proseguire nella scrittura, dopo aver letto qualche capitolo frammentato qua e là, mentre il libro era in corso di stesura. Molti di loro sono celati nel romanzo sotto nomi di fantasia (anche se non sempre).
La loro presenza nella storia vuole essere un autentico attestato di stima, gratitudine e affetto sincero.

Un abbraccio a Laura, mia sorella, per la revisione del testo, a cui si è dedicata nonostante le fatiche dell’Esame di Maturità. 

Buona lettura :)

Pierluigi Fratarcangeli

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