lunedì 16 novembre 2015

Non sventolo la bandiera francese...

Non sventolo la bandiera francese, né la uso come immagine del mio profilo, non perché non sia commosso da tutte quelle morti innocenti, né perché quella violenza mi lasci indifferente. Tutt'altro. Sono rimasto inorridito, con il cuore pieno di pietà, timore, rabbia. 

Non sventolo la bandiera francese per lo stesso motivo per cui qualche mese fa non ho scritto "Je suis Charlie Hebdo": non l'ho scritto perché mentre in Francia si consumava quella strage, in Nigeria venivano trucidati 200 cristiani di cui nessuno parlava. Di fronte alla scelta tra l' "essere" Charlie Hebdo o  l' "essere" nigeriano ho preferito il silenzio. 

Non sventolo la bandiera francese, perché quello che è accaduto a Parigi venerdì notte, ahimé, in Siria accade ogni notte da 5 anni. Nessuno ha messo la bandiera della Siria come immagine del profilo.

Qualcuno sa di che colore è la bandiera siriana? Io non lo sapevo, fino a 5 minuti fa.

Non sventolo la bandiera francese, perché l'ondata di odio che accompagna il tricolore d'oltralpe non serve e non servirà a nulla: l'Afghanistan è stato sventrato dopo l'attentato dell'11 settembre, adesso siamo di nuovo punto e a capo.

Non sventolo la bandiera francese perché voglio pensare con la mia testa, e anche se non ne fossi un granché capace vorrei impararlo; e voglio capire qualcosa in più rispetto agli slogan "di pancia" che girano per i social o sulle testate giornalistiche ideologizzate. Non ho soluzioni e non sono in grado di fare analisi, ma voglio provare a capire. 

Non sventolo la bandiera francese perché penso che Oriana Fallaci non sia affatto la profetessa che ci presentano, né un esempio di pace costruttiva o di tolleranza. La vedo, in questo momento, come la benzina da gettare sul fuoco, non per trovare sinceramente una chiave di lettura a questi eventi, ma come giustificazione di decisioni già prese, di valutazioni già fatte. 

Non sventolo la bandiera francese perché ci sono altre forme di terrorismo (come scriveva Tiziano Terzani dalle colonne del Corriere della Sera) verso cui non protestiamo, perché ci fa comodo, perché non ci interessa o perché ci interessa troppo.

Non sventolo la bandiera francese perché concordo, almeno in parte, con le parole che il sindaco di Londra, Ken Livingstone, pronunciò dopo l'attentato del 2005:
"Certo,gli attentati terroristici sono inaccettabili. Ma se gli arabi e i musulmani avessero fatto in Gran Bretagna quello che noi inglesi abbiamo fatto per due secoli in Medio Oriente, io oggi sarei un terrorista britannico".

Non c'è pace senza giustizia.

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