domenica 1 novembre 2015

Santi veri, santi falsi, papi santi e santi papi: riflessioni.


A proposito della santità:

"La sobria memoria dei "giusti" che ci hanno preceduto, è ben altra cosa [rispetto ai modelli di santità spesso proposti], specialmente se sappiamo riconoscere chi sono "i giusti" oggi e facciamo tesoro della loro coerenza.
Spesso si tratta di uomini e donne che possiamo trovare vicino a noi, assolutamente privi di quell'aureola celestiale, ma pieni di concretezza, di umiltà e di coraggio nel seguire il cammino delle beatitudini."

Sono le parole di don Franco Barbero, estrapolate dal suo articolo SANTI VERI, SANTI FALSI, di cui consiglio la lettura.

Si tratta di un modo di intendere la santità davvero diverso, se non opposto, a quello della Chiesa gerarchica, proposto in tutte le salse. Mi pare, tra l'altro, che non vi sia davvero una reale corrispondenza tra l'idea di santità che danno i media, parlando dei Santi della Chiesa, con ciò che realmente accade nella Chiesa - Istituzione che sforna più santi che fedeli: in quest'ultimo caso la fabbrica dei santi ha intenti politici e non "ontologici". Vuol dire che non esiste il "santo in sé", esiste invece l'opportunità politica della persona da canonizzare, perché in uno specifico periodo storico quell'esempio - del canonizzato, appunto - è utile per suffragare una specifica politica ecclesiastica.

Scrive ancora Franco Barbero:

E' evidente che i santi e le "santificazioni" fanno parte di una politica ecclesiastica che tiene insieme i due estremi: fai santo uno sterminatore di eretici, fai santo un vescovo dei poveri, fai santo un papa che ha protetto i pedofili, fai santo un prete martire della mafia....Così tieni insieme democratici e fascisti....Davanti a certi santi c'è da turarsi il naso e chiudere gli occhi. Tra di essi ci sono amici di Pinochet e sterminatori di cristiani, organizzatori di crociate.
Senza contare che attorno ai santi si crea subito un santuario che oggi è come un centro commerciale. Così il commercio e la superstizione vanno di pari passo. Non parliamo poi del mercato delle indulgenze, delle reliquie e dei santini.

"I santi appartengono a Dio in modo pieno ed esclusivo".

"I santi sono esempi da seguire"

Sono parole di papa Francesco pronunciate all'Angelus.

Non oso certo contraddire il Papa, ma riporto semplicemente lo stralcio di un libro in cui vengono riportate, in breve, le biografie di alcuni papi diventati santi.


Riporto due esempi, tra i tanti, riferiti a due papi santificati in tempi moderni:

Il Papa Pio X (1903-1914) non riconobbe agli ebrei, addirittura, il “diritto di esistere” tanto che, come si rileva dal diario di Theodor Herzl (1904), il fondatore del “Sionismo” (movimento politico per la rinascita nazionale ebraica), ebbe a dire ad Herzl ― che gli faceva notare come “terrore e persecuzione potrebbero non essere stati i mezzi giusti per illuminare gli ebrei” ―, con riprovevole arroganza, quanto segue: «Gli ebrei hanno avuto tutto il tempo di riconoscere la divinità di Gesù, senza che venisse esercitata su di essi alcuna pressione. Ma fino ad oggi non l’hanno fatto. […]. Gli ebrei non hanno riconosciuto il nostro Signore, pertanto non possiamo riconoscere il popolo ebraico […]. La religione ebraica ha costituito il fondamento della nostra; ma gli insegnamenti di Cristo [di Unto] l’hanno sostituita, e non possiamo concederle ulteriore validità» (Patai, 1960). Questo Papa è stato regolarmente “beatificato” il 3 giugno 1951 e regolarmente “canonizzato” (cioè, il suo processo di “santificazione” è stato eseguito secondo la completa procedura legale) il 29 maggio 1954 sotto il pontificato del Papa Pio XII (1939-1958). 

Il Papa Pio IX (1848-1878) soffriva di ricorrenti improvvise “crisi epilettiche” post traumatiche, postume di un pregresso trauma cranico conseguente ad una brutta caduta in un torrente capitatagli all’età di 5 anni nell’ottobre del 1797, crisi regredite, come di norma, dopo poco meno di una ventina d’ anni dal trauma. Nel 1852, quattro anni dopo la sua elezione a Papa, allorché le autorità austriache richiesero la “sconsacrazione” di don Errico Tazioli al fine di poterne eseguire la condanna a morte perché simpatizzante del movimento della “Giovane Italia” di Giuseppe Mazzini, ordinò tale “sconsacrazione”, nonostante fosse stata negata dal Vecovo di Mantova permettendo l’impiccagione del predetto sacerdote. Il Papa Pio IX (1848-1878) l’8 dicembre 1854, spinto da impellenti necessità politiche, emise l’enciclica “Ineffabilis Deus” con la quale proclamò “Dogma di fede l’Immacolata concezione”, promovendone un’immediata capillare diffusione, tanto da indurre la straordinaria frequenza allucinatoria di “apparizioni” dell’ “Immacolata Concezione” in molte adolescenti, favorita soprattutto, come sostiene Ricca (1979), dal fatto che «…il cristianesimo, avendo associato l’attività sessuale all’impurità ed al “peccato”, l’invenzione dell’“atto impuro” ha avuto la conseguenza di scatenare morbosità […] e di ingenerare un moralismo ipocrita e convenzionale…». 

Davvero queste persone sono esempi da seguire?

Solo Dio è santo, ne sono sempre più convinto. Preferisco riconoscere la giustizia di alcune persone, dei semplici, degli umili, di anime in cammino, senza aureola, senza santini, senza pellegrinaggi e devozioni che sostituiscono un comune mortale a Dio. 
Non conosceremo mai fino in fondo le vite dei "santi" (dei canonizzati, per capirci), non sapremo mai se alle loro azioni corrispondevano realmente dei pensieri "santi", né se le loro stesse parole fossero lo specchio dei loro pensieri.
In fondo lo stesso concetto di santità, nel corso della storia, è cambiato notevolmente. Chi bisogna seguire, come esempio di vita, un inquisitore domenicano "santo" oppure un Papa antisemita "santo"?

Forse abbiamo bisogno di riportare la spiritualità a termini meno totalitari, meno monarchici, meno mistificanti, meno pagani.

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