venerdì 15 luglio 2016

Sul declino (presunto) dei valori dell'Occidente

Di fronte a fatti di cronaca piuttosto gravi ed importanti, come l'attentato a Bruxelles avvenuto qualche settimana fa, oppure la recente strage di Nizza ad opera di un tir che ha travolto la folla, tutti si sentono in diritto, e in dovere, di dire la propria, facilitati senza dubbio dalla potenza comunicativa dei Social (Umberto Eco si starà rivoltando nella tomba). Ed è giusto così. In questo caso ne approfitto anche io, per rispondere alle osservazioni secondo cui l'Isis e il terrorismo dilagano perché "l'Occidente non ha più i valori con cui contrastare il fondamentalismo islamico". 

È senza dubbio una interpretazione parziale e altrettanto fondamentalista: equivale a dire che si può contrastare un fondamentalismo soltanto con un altro fondamentalismo. Il fondamentalismo può essere inteso come un universo valoriale univoco ed uguale per tutti; diversamente, quando si ammette la pluralità di valori e di chiavi di lettura della società, si è soliti parlare di relativismo. Ma relativismo rispetto a cosa? Rispetto a ciò che "io ritengo arbitrariamente valido per tutti": la mia morale, i miei valori, devono valere anche per gli altri, ed il relativismo, che si invoca come spauracchio, non è altro che un deragliamento da uno specifico modo di intendere i valori. 
Ora, nessuno qui inneggia a questo tipo di relativismo, sia chiaro, altrimenti non avrebbe neppure senso scrivere queste poche righe (del resto, a cosa servirebbe se si può dire e negare tutto di tutto?).

La questione diventa interessante quando chi si abbandona a queste litanìe mielose propone come soluzioni il ritorno al fondamentalismo cristiano, ad un dogma, ritenuto migliore, che ne sostituisce un altro, quello islamico, più dannoso. Chiunque si professi custode della Verità assoluta si pone in un atteggiamento non dialogante, e sappiamo che, purtroppo, neppure il cristianesimo (soprattutto romano) è esente da questa deriva ("non c'è salvezza fuori dalla Chiesa" recita un documento). Quindi la parafrasi della questione è la seguente: "Il fondamentalismo religioso islamico può essere debellato solo dal fondamentalismo cattolico-cristiano, che è migliore dell'altro". 

Sembra quasi che senza fondamentalismi, senza dogmi, senza presunte verità inoppugnabili, non si possa vivere. Sembra che i valori del dubbio e della ricerca siano segni di debolezza; sembra che l'umiltà di ammettere i proprio limiti, di non pretendere di avere l'unica chiave di lettura del mondo sia ciò che permette alla prepotenza di dilagare; Sembra, insomma, che se non si ha l'arroganza del padrone di casa che detta le regole (siano esse ragionevoli o no) si debba necessariamente soccombere.

Difatti, un religioso pubblica queste eloquenti parole sul suo profilo Twitter:

Il resto dell'umanità che non fu uccisa a causa di questi flagelli, non si convertì dalle opere delle sue mani. Ap. 9, 20

oppure

Nella sua ricorrenza più importante, la giacobina continua a pagare il prezzo del .

Più chiaro di così si muore.
Sulla bellezza dei valori veicolati dal Cristianesimo nessuno osa dire nulla: la religione dell'amore, i messaggi di pace e fratellanza sono un'eredità da custodire e di cui andare fieri.
La figura di Gesù e il suo messaggio sono benedizioni per l'umanità. Ma anche per questo all'Occidente il fondamentalismo non piace più, e non può essere biasimato.

 Vorrei ricordare solo alcuni, tra tanti, dei valori su cui si fonda l'Occidente; perché l'Occidente i valori ce li ha, eccome, e non sono tutti di ispirazione cristiana (tanto che furono recepiti dalle chiese decenni e decenni dopo la loro applicazione ad opera della società civile: basti pensare al principio della "libertà di coscienza"). Lo faccio a memoria, consapevole di tralasciare valanghe di informazioni altrettanto significative:

- Dal 1215 la civiltà occidentale sancì l'Habeas Corpus nella Magna Carta, un importantissimo atto a salvaguardia delle libertà individuale, che impediva la detenzione arbitraria, e spesso ingiustificata, di esseri umani;
- Il primo Stato al mondo ad abolire legalmente la pena di morte fu il Granducato di Toscana il 30 novembre 1786 con l'emanazione del nuovo Codice Penale Toscano. Nel 1764 Cesare Beccaria pubblicò l'opera "Dei delitti e delle pene", in cui compariva la prima esplicita condanna della pena di morte;

- La Costituzione americana del 1791 sancisce per l'essere umano, per la prima volta, il diritto alla felicità e alla libertà di coscienza. Mai prima di allora una costituzione aveva stabilito principi simili;

- L'Illuminismo francese ha partorito, oltre duecento anni fa, il Contratto sociale e la suddivisione dei poteri dello Stato, che sono oggi a fondamento di tutte le nostre democrazie;
- Nel 1948 entra in vigore, in Italia, la Costituzione repubblicana, che ci viene ancora invidiata, e copiata, in alcuni dei 12 principi fondamentali su cui si fonda (tralasciamo per adesso il neo dell'articolo 7);
- Nel 1948 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclama la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, a tutela dei diritti e doveri inalienabili che spettano a qualsiasi essere umano, senza distinzione alcuna di razza, sesso, lingua, credo religioso;

Nella nostra Europa, nel nostro Occidente, le donne possono amare e sposare chi vogliono, possono vestirsi come più gradiscono; le persone scelgono "se" e "quale" religione seguire, decidono liberamente a quale valore morale rifarsi (restando nel principio universale per cui esso è valido finché non intacca la libertà altrui); i cittadini decidono da chi farsi rappresentare e revocano la fiducia con un colpo di matita nel segreto dell'urna. 
E questa sarebbe una deriva dei valori? L'Occidente i valori ce li ha eccome! Che poi non corrispondono a quelli di un certo fondamentalismo occidentale è un altro discorso. 

Il punto adesso non è "avere valori", ma essere capaci di difendere quelli che si hanno, questione che sposta la nostra attenzione da tutt'altra parte. 
In fondo, che piaccia o no, l'Occidente ha già vinto contro il fondamentalismo islamico, proprio con il suo anti-fondamentalismo: si tratta adesso di "mantenere il risultato".

3 commenti:

  1. Ottima riflessione,grazie per l occasione Pierluigi.

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    1. Prego collega :)
      Molte volte, quando mi frigge qualcosa nello stomaco, mi devo mettere a scrivere per sfogarmi... è un impulso. Ho letto commenti e osservazioni questa mattina da "pelle d'oca".

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