mercoledì 28 febbraio 2018

"Dovete Morire!". E magari adesso è in classe ad insegnare Cittadinanza e Costituzione

Qualche estate fa successe un fatto curioso di cui parlarono i giornali: un turista giapponese ebbe la sciagurata idea di imbrattare un monumento italiano con una bomboletta spray. 
Fu identificato e denunciato dalle Forze dell'ordine italiane. 


In qualche modo l'azienda in cui lavorava in Giappone venne a conoscenza del fatto. Risultato? Fu licenziato in tronco "in contumacia", senza appello, senza diritto di difesa e senza lungaggini sindacali e burocratiche.

 Ci sono fatti, insomma, per cui le chiacchiere non servono. Fai qualcosa di illegale e tutti ti vedono. Punto, non hai scusanti. Perciò ti assumi la responsabilità di quello che hai fatto e, dopo averne accettato in silenzio e con onore le conseguenze, magari puoi anche chiedere scusa (ammesso e non concesso che vengano accettate). 
E adesso penso agli occhi strabuzzati di un'insegnante, una collega, che augura la morte alle Forza dell'ordine perché le impedivano di picchiare i militanti di Casa Pound durante una manifestazione

Cos'altro deve fare - mi chiedo - un dipendente dello Stato, oltre ad augurare la morte ad un altro dipendente dello stesso Stato, per essere licenziato?
"Dovete morire!". Gridava. Magari adesso sarà in classe ad insegnare Cittadinanza e Costituzione.

Le chiacchiere non servono neppure qui: questa insegnante dovrebbe raccogliere le sue cose dall'armadietto della scuola e togliersi dai piedi con onore, senza rincarare la dose di problemi e di decadenza della nostra scuola. Che merita altro: ripartire dagli insegnanti, davvero. Insegnanti di qualità.

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